Contemporary Café Perugia

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COMMA URBAN ART FESTIVAL 2012

COMMA URBAN ART FESTIVAL
PERUGIA 4 GIUGNO 15 LUGLIO 2012
JUNE 4th – JULY 15th
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A VIEW ON THE EUROPEAN
CONTEMPORARY ART SCENE
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LABORATORIO ARTISTICO / INCONTRI / RESIDENZA
ARTISTICA / PERFORMANCE URBANE / MOSTRE /
EVENTI OFF/ BIBLIOTECA TEMATICA MOBILE
WORKSHOP / MEETINGS / ARTIST RESIDENCY / URBAN
PERFORMANCE / EXHIBITIONS /
OFF EVENTS / THEMATIC MOBILE LIBRARY

comma.cap2020.it

ALEX ROMANO / IMAGINE a cura di Valentina Gregori

Secondo appuntamento del progetto Chez nous, l’arte in viaggio, a cura dell’associazione Downtown di Terni.

IMAGINE

Qualcuno ha detto che la fotografia è un mezzo di riproduzione mortifera perché il soggetto fotografato è bloccato in un attimo che non potrà mai essere rivissuto, ripetuto o ripresentato allo stesso modo.
Una fotografia è l’immagine di ciò che non sarà più.
L’artista brasiliano Alex Romano, per questa serie di opere, usa la fotografia come base sulla quale intervenire con disegni e pittura, conferendo al mezzo fotografico altre potenzialità linguistiche. La foto è il punto di partenza per raccontare una nuova storia, o far vivere dei personaggi legati alla propria immaginazione, perdendo così sia il suo valore di testimonianza, che quello puramente estetico e trasformandosi in un materiale compositivo, un mezzo, come può esserlo un colore, un tipo di pennello, una tipologia di tela, o un supporto.
Visioni, storie, personaggi, paesaggi, un nuovo mondo prende vita nelle opere di Alex Romano, un mondo fortemente immaginativo ed evocativo che trae la sua forza proprio da questo lavorare stratificato tra i diversi media: frammenti di realtà, fotografie di un luogo e di un momento circoscritto che vengono spogliati delle loro coordinate temporali per far spazio ad una nuova storia, a nuovi luoghi, da condividere e ripopolare innestandoli  nell’immaginazione del pubblico.
Le opere presenti in mostra sono un’evoluzione del percorso artistico che Alex comincia nella sua città natale di Sao Paulo come writer di strada. Anche negli spazi urbani egli è sempre alla ricerca di ciò che resta di un luogo, di un sito inutilizzato, abbandonato, degradato. Sugli strati di un muro, sui frammenti di un palazzo, Alex comincia a costruire la sua storia, a dare nuova vita alle macerie della memoria.
Il passato e le esperienze vissute non possono che presentarsi in modi frammentari nella vita di una persona, in ricordi amputati. L’artista dona a questi pezzetti la capacità di essere riutilizzati, di fare da collante per la creazione di un mondo nuovo. Quale modo migliore per far si che la memoria si trasformi in vitalità costruttiva?
L’arte di Romano è instancabile, è in continuo divenire, è vissuta da egli stesso come un’attività vitale, come il ritmo del respiro. Disegnare, assemblare, sovrapporre: l’artista è sempre lì che gioca tra le pieghe del tempo, facendo assaporare al suo pubblico un passato che si trasforma in futuro, ma che è ancora presente. La sua mano è la sutura di una ferita e guida l’osservatore a saltare di qua e di là, tra un punto e un altro, facendogli dimenticare cosa c’era prima e cosa ci sarà dopo. I nuovi mondi creati da Alex Romano sono caratterizzati da una luce particolare, una luce di tramonto e di alba allo stesso tempo. Le sue opere si presentano come i frammenti di qualcosa che muore e che nasce contemporaneamente: in esse la luce del nuovo giorno che si espande dalle ombre del passato.

Valentina Gregori

 

Alex Kaleb Romano nasce a São Paulo,  Brazil  nel 1981 vive e lavora a Barcelona, España.

Formazione:

Faculdade de comunicação social, ESPM, São Paulo, SP, 2004
Atelier Lorenzo Pizzanelli, Florença, Italia. 2006

Mostre:
Oficina Central, São Paulo, Brazil 2005
Oficina do Graffiti, Sesc Pinheiros, São Paulo, Brazil  2005
Sprays Poéticos, Biblioteca Municipal Alceu Amoroso Lima, São Paulo, Brazil 2006
Entrepanos Ana Pana, Ásia 70, São Paulo, Brazil 2007
Galleria Daco, Valentina Gregori, Terni, Roma, Itália, 2007
Greetings from, Sunshine Studio, Tóquio, Japón, 2008
Os Brasileiros, parte I, Carmichael Gallery, Los Angeles, Estados Unidos, 2008

Os Brasileiros, parte II, Carmichael Gallery, Los Angeles, Estados Unidos, 2008
Outside/Inside, Carmichael Gallery, Los Angeles, Estados Unidos, 2008
Entrepanos Ana Pana, Ásia 70, São Paulo, Brazil, 2008
Arte da Ficção, Galeria Tato Di Lascio, São Paulo, Brazil, 2010
Memories, Dreams, Reflections, Espaço Newton, Barcelona, España, 2011 (Solo)
Sektor Berlin, Galeria AD Barcelona, Barcelona, España, 2011
Wallpaper, Galeria AD Barcelona, España, 2011
11Qm Gallery, Hamburgo, Alemania, 2011 (Solo)
Imagem Contruida, Galeria Tato di Lascio, São Paulo,  Brazil 2011
Quin és el teu paper, SETBA Galeria, Barcelona, Brazil 2011

 


 

IDENTITÀ – Personale di Meri Tancredi a cura di Antonio Senatore | 12 maggio – 2 giugno


“Solo sono un uomo triste che mette insieme le sue ultime parole”
J. Heraud – Poeta guerrigliero

Meri Tancredi è un’artista abruzzese formatasi a Perugia. Realizza sculture, dipinti, installazioni e performance. La ricerca artistica portata avanti da Meri Tancredi è improntata sullo studio e la reinterpretazione degli archetipi, e quanto ne risulta ha le fattezze di un percorso lungo il quale si può rintracciare una serie di paesaggi logici orientati alla costruzione di un atlante dell’archivio irrazionale che compone parte dell’immaginario collettivo.

Il ciclo delle Identità è composto da ritratti nei quali, anziché essere dipinta la persona evocata, è incasellato un testo che questa ritiene la rappresenti e sul quale impone le proprie impronte. Così strutturata, ogni Identità ha il potenziale potere di rivelare l’alchimia che lega gli individui a se stessi e tra loro. Nel complesso, il ciclo rappresenta un esperimento di arte partecipativa nel quale ogni soggetto coinvolto ha il potere di imprimere un proprio marchio sull’opera, indipendentemente dalle proprie capacità tecniche e dal tipo di intervento realizzato dall’artista.
L’idea da cui il ciclo di opere scaturisce è concepita in modo da permettere alle persone di esprimersi in totale libertà. Alcune Identità sono state elaborate dall’artista: la propria, la numero zero, in cui si racconta a partire da ricordi frammentari e istintivi dell’infanzia, su una tela ricavata da un lavoro a telaio della nonna, memoria tra i ricordi; la numero due, omaggio a Mimmo Rotella, composta con la tecnica della sovrapposizione e dello strappo, con mani e piedi ritagliati e strappati a mostrare il manifesto sottostante; la numero quattro, tributo alla memoria del poeta guerrigliero peruviano Javier Heraud ucciso a 21 anni sul rio Madre de Dìos al confine tra Bolivia e Perù, che riporta l’epilogo della raccolta di poesie El Rìo.

In filosofia l’identità è qualsiasi cosa che rende un’entità definibile e riconoscibile, perché possiede un insieme di qualità o di caratteristiche che la distingue da altre entità. In altri termini, identità è ciò che rende due cose la stessa cosa oppure ciò che le rende differenti.
Le Identità di Meri Tancredi ritraggono ciò che un individuo ritiene lo caratterizzi e definisca in un dato momento. Può trattarsi di qualcosa in cui si crede in modo talmente profondo da continuare a riconoscervisi, o di uno svago, rappresentando solo ciò che è stato all’atto della composizione dell’opera. Eppure, quanti finora si sono sottoposti al rito delle Identità – parlo di rito forse a sproposito, ma tale è il valore che ho attribuito al cerimoniale per nulla cerimonioso che ha scandito il tempo da quando Meri mi ha offerto un’opera a quando, non senza difficoltà, ho impresso l’impronta che l’ha conclusa – l’hanno interpretata con serietà quasi dolorosa, costruendo un percorso logico ferreo: o ripescando la propria storia personale e familiare dai propri ricordi e dai racconti dei propri familiari e poi ritagliandola fino a una sintesi adamantina, o raccontando all’artista nei ritagli di tempo la propria vita e poi lasciando che fosse lei a scolpirla nelle parole, o trovando finalmente una collocazione fisica per dei versi che da tempo si agitavano appena al di sotto del pensiero cosciente. Il ciclo delle Identità è una serie di opere intense, che permettono all’osservatore di porsi in relazione con altre persone nel modo più diretto e intimo, probabilmente ostico, possibile. Allo stesso tempo è un esperimento che mette in discussione uno dei paradigmi fondanti dell’arte, il rapporto tra artista e pubblico, chiedendo a quest’ultimo di partecipare alla creazione dell’opera e di mostrare se stesso, il proprio profilo migliore se vogliamo, o il più personale. Infine, è una sfida a lasciarsi catturare dall’incanto della riflessione, a reprimere l’istinto di negarsi al prossimo mostrando l’ennesima maschera, un sorriso di sufficienza o uno sguardo beffardo.

Antonio Senatore

 

Identities

Meri Tancredi is an italian artist born inL’Aquila. Graduated in Painting at Perugia’s Fine Arts Academy, she sculpts, paints, builds-up installations and realizes performances. She studies and reinterpretes archetypes. Her artworks constitutes a path that seem a sequence of logical segments directed to the construction of a kind of atlas in which is collected the irrational archive that compose part of our collective imagination.

 The Identities are portraits that, instead of displayng their subjects, show a text from which the evoked person believe to be narrated by and on which impresses her footprints and/or handprints. By the way they are structured, the Identities can reveal the alchemy that connects a person to herself and to the others. Every subject involved can impress his ‘brand’ on this experiment of Participatory Art, irrespective of his technical abilities and of the kind of intervention realized by the artist.

The Identities are conceived in order to give their subjects the chance to express themselves freely. Some of the artworks have been totally made by Meri Tancredi: hers, the number zero, in which she narrates herself starting from bits of her childhood memories, on a canvas made from a needlework done by her grandmother; the number two, homage to Mimmo Rotella, composed with the Overlap & Tear technique, with handprints and footprints carved to show an underlaying poster; the number four – tribute to the memory of Peruvian poet and freedom fighter Javier Heraud, killed 21 years old near the Madre de Dìos river, between Bolivia and Perù – bearing the epilogue of the anthology El Rìo.

In philosophy the identity is whatever makes an entity definable and recognizable, due to a group of qualities or features that distinct it from other entities. In other words, an identity is what makes things different. Meri Tancredi’s Identities portray what an individual thinks that characterizes and defines him in a given time. It can be something he believes in so deeply to still recognize in after years, or it can be a distraction, representing just what one has been in that moment. Still, those who underwent the Identities’ ceremony – this is the value that I have given to the whole process I bumped into since Meri offered me an Identity to the moment I impressed the handprint that closed it – have behaved with an almost painful seriousness, retrieving their personal history from their memories or rebuilding it from the tales told by their familiars and cutting it to adamantine precision, or telling the artist their life and then letting her to sculpt it in words, or finally giving a role to verses that since a long time dwelt in their mind, hidden by everyday consciousness. The Identities are strong artworks that give the observer the chance to relate with others in the most direct and intimate, probably harsh, way. At the same time they are an experiment that calls into question one of Art’s founding principles, the relationship between artist and audience, asking the observer to contribute to the creation of the artwork by showing his most personal outline. Finally, they are a challenge to become enthralled by the charm of the reflective thought, to hold back the instinct to deny oneself to the others by showing them the umpteenth mask, a smugly smile or a mocking look.

Antonio Senatore

WHAT WHERE WHEN / MANIFESTO EXHIBITION

COMBO / FEMALE AFFAIR / LAMINONNA PROMOTION / LOOP / PERUGIA COOL SCENE / URBAN

IN

WHAT WHERE WHEN
manifesto exhibition

raccolta di locandine, flyer e comunicazione di eventi vecchi e nuovi, dal circuito culturale più vivace della città.

ORIZZONTE VERTICALE, collettiva di Anja Capocci, Valentina Orlando e Alessia Palumbo, a cura di Michela Morelli.

ORIZZONTE VERTICALE
ANJA CAPOCCI, VALENTINA ORLANDO, ALESSIA PALUMBO
A CURA DI MICHELA MORELLI
SABATO 03 MARZO, ORE 19:00, COMBO CONTEMPORARY CAFÉ, VIA CARTOLARI 1/A, PERUGIA

Orizzonte Verticale è la seconda mostra collettiva di tre studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Perugia: Anja
Capocci, Valentina Orlando ed Alessia Palumbo.
Le tre giovani artiste lavorano con modi espressivi e tecniche differenti, ma in una comunanza di intenti, più
sottesa che esplicitamente ricercata, che conferisce alle loro opere una profonda e coerente concordanza
semantica. I lavori di Anja Capocci, Valentina Orlando e Alessia Palumbo, capaci di sussistere efficacemente
anche isolati gl’uni dagl’altri, accostati creano un affascinante itinerario raccordato in questo caso dall’idea di
verticale ed orizzontale, di traccia, vestigio e stratificazione.
Orizzonte Verticale è inteso come principio di creazione secondo le direttrici essenziali della costruzione nello
spazio: l’orizzontale ed il verticale, concetti che si caricano poi, durante il corso della storia, di significati simbolici
ed espressivi. Inoltre, il paradosso insito nell’espressione Orizzonte Verticale è lo spunto per una riflessione sul
processo creativo, perché l’essenza di un’opera o di un’immagine ed il suo processo di formazione sfuggono ad
una totale definizione, certa ed incontrovertibile, tanto da risultare avvicinabili, ma mai pienamente coglibili.
L’elevazione e allo stesso tempo lo stato di intimo e sotteso turbamento, percepibili di fronte all’opera nel suo
farsi e nel suo mostrarsi sono quell’Orizzonte Verticale, quel paradiso dalla porta strettissima, che attraendo
inesorabilmente verso la creazione e la fruizione innescano i meccanismi del pensiero.

Anja Capocci presenta una serie di fotografie digitali che raccolgono le tracce lasciate su pavimenti di legno
usurati. I percorsi che creano i solchi sono un ultimo, lirico e silenzioso ricordo di un universo brulicante che
sembra dissolto. L’altra serie di opere, dal titolo Dissoluzioni, è composta da gocce di vernice per ferro ed olio
di lino che si espandono sulla carta creando profondi chiaroscuri e grumi di nero intenso. Il processo creativo
fa dell’autrice un alchimista alle prese con l’opera al nero, una sostanza che si purifica disfacendosi così da
innescare la trasmutazione della materia, libera di divenire ogni cosa ricombinandosi.

I Ritratti di scrittori di Valentina Orlando sono volti noti assolutizzati ed astratti da una elegante linea complessa e precisa che stravolge le fattezze senza però renderle irriconoscibili. I disegni, presentati in un ritmico aggetto ed indietreggiamento verso l’esterno e l’interno della cornice, mostrano gli scrittori come fossero in procinto di essere evocati nel ricordo o di essere dimenticati, aprendo ad una riflessione sulla caducità dell’idea di opera d’arte intesa come speranza di eternità. La tendenza alla relatività dell’essere e dell’esistenza insita nel lavoro di Valentina Orlando stride con il suo rigore lineare e la maestosa compattezza architettonica dei suoi lavori, dissonanza percepibile anche nella serie Teste e nei complessi agglomerati vegetali. I disegni alla macchina da

scrivere invece sono un poema in immagine che prende forma per impressione, nel tentativo di conciliare due mezzi espressivi fondamentali nella sua formazione.

Alessia Palumbo, infine, prosegue la sua ricerca di moduli arcaici e carichi di potenza evocativa. Gli ovuli e le forme primordiali dei suoi olii su carta emergono dal supporto spinti dal colore, a tratti brillante a tratti come opacizzato dalla storia, alla ricerca di un incontaminato contatto con un origine che si perde nelle epoche.
Adagiati su terra grezza hanno tutta la forza di reperti ancestrali, simboli di una civiltà primigenia lontana nel tempo e nello spazio. L’immediatezza espressiva che trasuda da queste forme disvelate, graffite con il pennino sopra strati di colori ad olio, lascia interdetti nell’impressione di trovarsi dinnanzi alle vestigia di una grandezza perduta.

La mostra vede la continuazione della collaborazione tra le tre giovani artiste con Michela Morelli, studentessa di Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, per quanto attiene la curatela, nell’ottica di un percorso formativo di confronto e condivisione al fine di accrescere capacità ed esperienze nei rispettivi ambiti.

SATURDAY 25th FEB. ITALO ITALIANS @ COMBO / Mr NICE – LORENZO LAVORATORI

italoitalians.blogspot.com

Giovedì 23 Feb. 2012PARLOR MUSIQUE /// CORA

Parlor Musique tutto al femminile
Giovedì 23 febbraio l’ospite d’eccezione sarà Cora!!!

Siamo giunti al quarto appuntamento della stagione di Parlor Musique con un incontro speciale e per la prima volta tutto al femminile: Cora Alunni Pini, meglio nota come “Angel Voice” e “Lil’ Cora”, sarà la protagonista del salotto musicale organizzato da Female Affair in collaborazione come sempre con Combo Art Cafè.

In questi ultimi anni abbiamo sentito molto parlare di lei, dei suoi progetti musicali e del suo carisma innato sul palco come nella vita.
Parlor Musique sarà quindi l’occasione per un racconto del suo percorso artistico partito molto tempo fa, quasi per gioco, come lei stessa tende a sottolineare, come vocalist nei club più importanti della città.
E da lì è iniziato il tutto: cinque anni fa fonda i “Bees & Flower” – formazione di matrice Soul/Funk – proponendo un repertorio di altissimo livello musicale, capace di coinvolgere l’esigente pubblico perugino, e nel 2011 approda al vulcanico progetto soul-sixties “Lil’ Cora & Soulful Gang”: energetica band ricca di stile e colore, che sta rapidamente conquistando la scena locale (e non solo…) con esibizioni live da capogiro!

L’incontro vuole dunque ripercorrere il suo storico artistico, fondato sulla passione per la musica e per il canto, sostanziale Leitmotiv del suo cammino…aspettiamoci però anche anticipazioni per il 2012 e succulente improvvisazioni live…e per chi la conosce sa cosa intendiamo!

Per info
www.femaleaffair.it